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Semplicità come vincolo, non come stile
Perché le interfacce e le architetture che funzionano spesso nascono da limiti volontari.
La semplicità non è “togliere roba finché resta poco”. È scegliere cosa non supportare, in modo che ciò che resta sia solido.
In prodotto questo significa:
- una job primaria per schermata;
- un percorso felice ovvio;
- errori che parlano chiaro.
In architettura significa lo stesso: meno pezzi mobili, confini espliciti, decisioni reversibili dove serve.
Il costo nascosto della flessibilità
Ogni opzione che lasci aperta ha un prezzo: documentazione, QA, onboarding, regressioni. A volte vale la pena. Spesso no.
Preferisco vincoli onesti a flessibilità teoretica. È più facile evolvere un sistema piccolo e chiaro che uno “pronto a tutto” che nessuno capisce più.